L'ufficio gare di un'impresa di costruzioni chiude l'offerta con un ribasso del 23% e si aggiudica la commessa. Settimane dopo, al momento di firmare il contratto, la stazione appaltante chiede una garanzia definitiva ben più alta del 10% che tutti hanno in mente. Non è un errore del responsabile del procedimento: è la legge. L'art. 117 del Codice dei contratti pubblici lega l'importo della cauzione al ribasso offerto, e oltre certe soglie quel legame diventa pesante. Questo approfondimento estende il pillar sul programma fideiussorio a plafond e mostra, numeri alla mano, di quanto cresce la garanzia man mano che il ribasso sale.
Nota di metodo
La tabella e il caso pratico che seguono hanno valore esemplificativo. Il calcolo riproduce il meccanismo dell'art. 117 c.2 D.Lgs. 36/2023 nella formulazione vigente, verificata su Normattiva. Importi, percentuali di riduzione e ordine di applicazione vanno comunque confrontati con il bando, il disciplinare e lo schema di contratto della singola gara, perché alcune stazioni appaltanti precisano nel capitolato condizioni di dettaglio.
1. La regola base: garanzia definitiva al 10%
Chi si aggiudica un appalto pubblico costituisce una garanzia definitiva, sotto forma di cauzione o di fideiussione, pari al 10% dell'importo contrattuale. Lo prevede l'art. 117 c.1 del D.Lgs. 36/2023. La garanzia copre la stazione appaltante dal mancato o inesatto adempimento dell'impresa e resta vincolata fino al certificato di collaudo o di regolare esecuzione.
Il 10% è il punto di partenza, non sempre il punto di arrivo. Il legislatore ha previsto che un ribasso elevato sposti il rischio verso la committenza: più l'offerta è aggressiva, più aumenta la probabilità che l'impresa fatichi a portare a termine i lavori al prezzo promesso. Per riequilibrare questo rischio la garanzia cresce. Il comma 2 dell'art. 117 traduce il principio in una formula precisa.
2. Il meccanismo dell'art. 117 c.2: due scaglioni di aumento
La maggiorazione segue due scaglioni, con velocità diverse.
Ribasso tra il 10% e il 20%
Per ogni punto percentuale di ribasso che eccede il 10%, la garanzia aumenta di un punto. Un'impresa che offra un ribasso del 14% aggiunge 4 punti alla base e costituisce una garanzia del 14%. Ne deriva una coincidenza utile da ricordare: in questa fascia la percentuale di garanzia eguaglia il ribasso. Al 17% di ribasso corrisponde una garanzia del 17%, al 20% una garanzia del 20%.
Ribasso oltre il 20%
Superata la soglia del 20%, il passo raddoppia. Per ogni punto di ribasso oltre il 20% si aggiungono due punti di garanzia, che si sommano ai 10 punti già maturati nella fascia precedente. Un ribasso del 24% porta quindi 10 punti dal primo scaglione e 8 punti dal secondo, per una garanzia del 28%. La progressione, da qui in poi, diventa ripida.
La logica premia chi rispetta le soglie e penalizza le offerte spinte. Benché un ribasso forte renda l'offerta competitiva, esso trascina con sé una garanzia che cresce in modo più che proporzionale, con un costo finanziario che l'impresa deve mettere in conto prima di formulare il prezzo.
3. Tabella applicativa: quanto sale la garanzia
La tabella mostra l'importo della garanzia definitiva, in percentuale dell'importo contrattuale, al variare del ribasso. I valori sono al lordo delle riduzioni dell'art. 106 c.8, trattate più avanti.
| Ribasso d'asta | Aumento (punti %) | Garanzia definitiva |
|---|---|---|
| Fino al 10% | nessun aumento | 10% |
| 12% | +2 | 12% |
| 15% | +5 | 15% |
| 18% | +8 | 18% |
| 20% | +10 | 20% |
| 22% | +10 e +4 | 24% |
| 25% | +10 e +10 | 30% |
| 28% | +10 e +16 | 36% |
| 30% | +10 e +20 | 40% |
Si legga la doppia voce nella colonna centrale come somma dei due scaglioni: i primi 10 punti maturano sempre raggiunto il 20% di ribasso, i punti successivi valgono il doppio. La formula generale, per un ribasso oltre il 20%, è semplice: garanzia uguale a 20 più due volte i punti di ribasso eccedenti il 20%.
4. Le riduzioni dell'art. 106 c.8 e l'ordine di calcolo
La percentuale ricavata dalla tabella non è ancora l'importo finale. L'art. 117 richiama le riduzioni dell'art. 106 c.8, le stesse che operano sulla garanzia provvisoria. Le due principali poggiano su requisiti alternativi: la certificazione di qualità e la dimensione dell'impresa.
- Certificazione ISO 9001: riduzione del 30% per gli operatori in possesso del sistema di gestione per la qualità conforme alle norme europee della serie UNI CEI ISO 9000, rilasciato da organismi accreditati.
- Micro, piccole e medie imprese: riduzione del 50% per le PMI e per i raggruppamenti o consorzi ordinari composti in via esclusiva da PMI; questa riduzione non si cumula con quella del 30% legata alla ISO 9001.
- Ulteriori riduzioni: le altre certificazioni elencate nell'Allegato II.13 del Codice danno diritto a riduzioni aggiuntive, secondo le condizioni e i limiti previsti dalla norma.
L'ordine conta. Prima si determina la percentuale di garanzia applicando la maggiorazione per ribasso; poi, sull'importo che ne risulta, si applicano le riduzioni spettanti. Qualora l'impresa abbia diritto sia alla ISO sia allo status di PMI, sceglie la riduzione più favorevole, perché le due non si sommano. È un passaggio in cui un calcolo affrettato costa caro, e dove l'intermediario assicurativo verifica che la cauzione richiesta corrisponda al dettato del bando.
5. Caso pratico: un appalto da 4 milioni con ribasso del 23%
Caso pratico (dati esemplificativi)
Un'impresa si aggiudica un appalto da 4.000.000 di euro con un ribasso del 23%. La maggiorazione produce 10 punti per la fascia tra il 10% e il 20% e 6 punti per i 3 punti oltre il 20%, calcolati a due punti ciascuno. La garanzia definitiva passa dal 10% al 26%: in valore, da 400.000 a 1.040.000 euro. L'impresa possiede la certificazione ISO 9001 e applica la riduzione del 30%, che porta l'importo a 728.000 euro. Resta comunque quasi il doppio della garanzia base. Quei 728.000 euro impegnano per mesi una porzione consistente della linea fideiussoria, fino allo svincolo previsto a collaudo.
Il caso illustra perché il ribasso vada letto su due piani. Sul piano della gara migliora il punteggio economico; sul piano finanziario alza il fabbisogno di garanzia e immobilizza affidamento. Un'impresa che partecipi a dieci gare l'anno, con ribassi medio-alti, vede sommarsi queste immobilizzazioni fino a sfiorare il tetto del proprio plafond.
6. L'impatto sul plafond fideiussorio
Qui il tema si lega alla gestione di tesoreria. Ogni garanzia definitiva sottrae capacità alla linea fideiussoria, e una serie di aggiudicazioni con ribassi elevati può saturarla nel momento peggiore, cioè quando arriva la commessa successiva. La risposta non è rinunciare ai ribassi, bensì pianificare la capacità di garanzia come si pianifica un budget.
Tre leve aiutano a tenere il controllo. La prima è una linea fideiussoria a plafond dimensionata sul volume di gare atteso, non sulla singola commessa. La seconda è la gestione ordinata delle emissioni attraverso un programma fideiussorio multiplo, che evita di trattare ogni cauzione come una pratica a sé. La terza è l'uso pieno delle riduzioni: portare in gara le certificazioni dà diritto agli stessi sconti previsti per la cauzione provvisoria, alleggerendo l'importo immobilizzato. Per il dettaglio sul calcolo e sullo svincolo della garanzia resta utile la guida alla cauzione definitiva, mentre sulle grandi commesse pubbliche il riferimento è l'analisi su polizze e fideiussioni PNRR.
Va ricordato infine che il correttivo D.Lgs. 209/2024, in vigore dal 31 dicembre 2024, ha consolidato la disciplina delle garanzie e aperto alle fideiussioni in forma digitale. Un quadro che premia chi tratti la garanzia come una leva strutturata e non come un adempimento dell'ultimo minuto.
Domande frequenti
Di quanto aumenta la cauzione definitiva con il ribasso d'asta?
La base è il 10% dell'importo contrattuale. Per ogni punto di ribasso tra il 10% e il 20% si aggiunge un punto di garanzia; per ogni punto oltre il 20% se ne aggiungono due. Con un ribasso del 15% la garanzia è del 15%, con un ribasso del 25% sale al 30%.
Come si calcola la garanzia con un ribasso del 23%?
Il ribasso del 23% produce 10 punti per la fascia tra il 10% e il 20% e 6 punti per i 3 punti oltre il 20%, a due punti ciascuno. La garanzia definitiva passa dal 10% al 26% dell'importo contrattuale, prima delle riduzioni.
Le riduzioni dell'art. 106 c.8 valgono anche sulla garanzia aumentata?
Sì. L'art. 117 richiama quelle riduzioni, che operano sull'importo della garanzia definitiva. Prima si calcola la maggiorazione per ribasso, poi sull'importo risultante si applicano gli sconti spettanti, come il 30% per la ISO 9001 o il 50% per le PMI.
La riduzione PMI del 50% si somma a quella ISO del 30%?
No. La riduzione del 50% per micro, piccole e medie imprese non è cumulabile con quella del 30% legata alla certificazione ISO 9001. L'impresa applica la più conveniente tra le riduzioni a cui ha diritto.
Perché un ribasso aggressivo pesa sulla tesoreria?
Perché la garanzia cresce più che proporzionalmente: oltre il 20% ogni punto di ribasso vale due punti di garanzia. L'importo immobilizzato assorbe capacità della linea fideiussoria, e chi corre molte gare rischia di saturare il plafond. Conviene perciò dimensionare l'affidamento sul volume atteso di commesse.
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Glossario tecnico
- Garanzia definitiva
- Cauzione o fideiussione, pari di base al 10% dell'importo contrattuale, che l'aggiudicatario costituisce a tutela del corretto adempimento dell'appalto.
- Ribasso d'asta
- Percentuale di sconto offerta dall'impresa rispetto all'importo posto a base di gara.
- Maggiorazione per ribasso
- Aumento della garanzia definitiva previsto dall'art. 117 c.2: un punto per ogni punto di ribasso tra il 10% e il 20%, due punti oltre il 20%.
- Riduzioni art. 106 c.8
- Sconti sull'importo della garanzia legati a certificazioni di qualità o allo status dimensionale, ad esempio il 30% per la ISO 9001 e il 50% per le PMI.
- Plafond fideiussorio
- Affidamento complessivo entro cui un'impresa può ottenere l'emissione di più garanzie, gestito come linea aggregata.
- Svincolo
- Liberazione della garanzia al termine del rapporto, di norma con il certificato di collaudo o di regolare esecuzione.
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